Alla Marcia per la pace e per la FRATERNITA


In occasione della Marcia della pace di Assisi mi sono recato a Perugia il 5 ottobre per animare i momenti con gli studenti, due giorni di incontri, presentazioni, conferenze e film, prima di metterci in cammino sulla via della pace. Il 5 ottobre era la giornata internazionale degli insegnanti, che per me non sono semplici insegnanti ma educatori che costruiscono e arricchiscono le future generazioni. A Perugia ho incontrato migliaia di studenti e insegnanti da tutta Italia, ho raccontato loro del bisogno di essere inclusivi, del valore del dialogo e della condivisione. Per il bene della nostra democrazia abbiamo bisogno di uscire dal gioco delle "tifoserie" contrapposte in cui ci stiamo facendo trascinare, ma è necessario dialogare, guardarci negli occhi, condividere il tempo, il cibo, i problemi, le possibili soluzioni e ascoltarci reciprocamente. Il dialogo è lo strumento migliore per affrontare le sfide ed è alla base della pace. La pace intesa non solo come assenza di guerra ma come filosofia di vita nella nostra quotidianità.

 

“La pace è un sogno, può diventare realtà… Ma per costruirla bisogna essere capaci di sognare.” Nelson Mandela

 

La marcia per la pace è partita simbolicamente il 6 ottobre da Lampedusa, in collegamento Skype col sindaco, il parroco e alcune classi dell'isola, la “porta dell'Europa”, da questa parte invece eravamo insieme a 600 studenti, da 17 scuole e tutti insieme sogniamo una società aperta, inclusiva e in pace. Nonostante le difficoltà sono molto felice perché la gente buona che ama la pace, la solidarietà, la vita e la giustizia è presente e non mollerà!

Il 7 ottobre è partita da Assisi la marcia della pace e della speranza guidata dai giovani. Chilometri di donne e uomini, ragazze e ragazzi i cui cuori hanno battuto all'unisono per un mondo migliore.

Ho avuto il piacere di parlare con Don Ciotti, con Alex Zanotelli che mi ha raccontato dell’incontro di tre ore che ha avuto col sindaco di Riace subito dopo il suo arresto. Volevo alcuni elementi in più per capire meglio la situazione di Riace, che cosa sta succedendo in questo comune esempio di inclusione ed accoglienza non solo a livello italiano ma mondiale. Successivamente, durante l’intervista della Rai insieme a Carlin Petrini, fondatore di Slow Food International, abbiamo parlato di come il cibo giochi un ruolo fondamentale nell'inclusione e nella creazione di connessioni tra le comunità cittadine.

A volte sedersi vicino, condividere un piatto, guardare un film insieme, abbatte quei muri invisibili che spesso, silenziosamente, si innalzano tra le persone, creando barriere più solide dell'acciaio. Il cibo è uno strumento importante anche per la pace e la giustizia. Non è accettabile che vi sia uno spreco vergognoso quando allo stesso tempo molte persone soffrono la fame. Pensiamo poi all'impatto che le produzioni hanno sull'ambiente, riflettiamo sulle tante donne e uomini che in ogni angolo del mondo lavorano la terra in condizioni disumane. Cibo e pace sono collegati!