Torino: ruspe e muri al campo rom in via Germagnano

Oggi piove, il campo in via Germagnano si riempie di fango alle prime gocce.

Gocce che riempiono il campo di pozzanghere; le stesse in cui, appena arrivati, troviamo due bambini che giocano ingannando il tempo.

Qui al campo sono tutti all'interno delle proprie baracche per ripararsi dal freddo e sono tutti molto colpiti per quello che è successo qualche giorno fa.

Conosciamo alcuni di loro, che appena ci vedono ci raggiungono per parlare e raccontare della loro vita e delle loro condizioni.


Nonostante la storia millenaria della popolazione Rom, sia sempre stata caratterizzata dalla discriminazione nei loro confronti, da continui episodi di violenza, umiliazioni e pregiudizi, i rom del campo sono ancora molto scossi per quanto successo qualche giorno fa: ruspe metalliche, inviate dall'amministrazione comunale hanno distrutto quel poco che avevano.

 

La sindaca di Torino e il comandante della Polizia Municipale hanno deciso di demolire alcune baracche presenti nel campo da ormai 15 anni (le villette di Ischia vengono invece condonate) dichiarando che ormai da mesi erano disabitate.

Alcuni residenti del campo invece dichiarano che gli abitanti delle “case” distrutte, vivono ancora qui e che vedendo distrutte le proprie baracche, ora si fanno ospitare da altre famiglie.

Le case insomma, non erano tutte disabitate!

La situazione è pessima e vivere in queste condizioni è inumano. I campi vanno assolutamente chiusi ma solo in presenza di un piano che garantisca la dignità delle persone che al momento della demolizione della loro dimora sappiano dove andare. Alcuni sono italiani da oltre 3 generazioni.

Mi auguro che si possa realizzare un percorso coinvolgendo anche le associazioni rom che a Torino da tempo si stanno sforzando per realizzare un cambiamento positivo, invece vengono ignorare, non interpellate sulle questioni importanti come queste.

Bisogna parlare con i rom, parlare ai rom, invece la comunicazione che abbiamo visto è rivolta ad un certo elettorato. Ho potuto vedere la conferenza stampa e posso dire che le parole e i toni usati dalla sindaca, e soprattutto dal comandante della Polizia Municipale sono davvero inaccettabili. Parliamo di donne e uomini, di persone di un’etnia che merita la stessa dignità della mia, della tua, di chiunque altro; invece alla domanda della giornalista sulle diverse etnie presenti nel campo, il comandante risponde: “ci sono i rom rumeni, i rom slavi e un’altra roba mista”. Donne e uomini che diventano oggetti, una ROBA!!