Viaggio tra la storia e l'attualità

Il 16 Gennaio 2019, moriva Pawel Adamovic, sindaco della città di Danzica.

Assassinato durante un evento benefico, viene oggi ricordato per le sue posizioni fortemente democratiche che si contrapponevano al governo polacco di estrema destra e per il grande lavoro svolto a favore dell’inclusione degli ultimi, dei poveri, dei rifugiati e dei migranti.

In quei giorni, il comune di Bra, su mia proposta, nonostante i 1400 km che ci separano dalla città polacca, issò le bandiere a lutto in segno di solidarietà. In qualità di amministratore comunale ero vicino a lui come uomo e come collega, ma soprattutto ero e sono tuttora convinto che questa tipologia di atti criminali necessitano di una risposta europea.

A distanza di sette mese da quel tragico evento, da semplice cittadino europeo, ho deciso di recarmi a Danzica e portare il mio saluto a chi ha sempre agito nell’interesse di tutta la sua comunità.

Paweł Adamowicz non discriminava, non applicava alle persone quei filtri e quelle etiche che oggi, purtroppo, tornano a farsi sentire prepotentemente nel linguaggio di molti uomini di Stato.

Uomini che dividono le loro comunità, creando volontariamente dei nemici verso cui incanalare l’attenzione e la rabbia di parte dell’opinione pubblica.

“Gli uomini non nascono con pregiudizi. Essi sono inculcati da qualcuno che vuole ottenere qualcosa”

Lo hanno fatto i nazisti, meno di un secolo fa per ottenere il controllo dell’intera Germania, lo fanno oggi uomini politici in cerca di consenso, fama e potere.

Dicono di lavorare nell'interesse della loro nazione, ma questo è sempre falso. Falso agli occhi della Storia che li giudicherà e di chi, nonostante tutto, riesce anche nei periodi più bui a rimanere umano e a opporsi alle loro narrazioni.

Gli uomini assetati di potere, piegano al loro volere, alla loro avidità intere popolazioni, usando qualsiasi mezzo e anche questo ce lo insegna la Storia. Storia che dovrebbe essere maestra di vita, ma che nulla può nel suo ripetersi.

Quando sono entrato a Sachsenhausen, il silenzio di quel luogo mi ha avvolto completamente, lasciandomi solo e impotente davanti alla realtà più crudele dell’agire umano. I campi di concentramento sono luoghi fisici, creati e studiati nei minimi dettagli, da esseri umani, per torturare, uccidere e delegittimare altri essere umani. Sono luoghi di morte, tristezza, disumanità.

Si stima che tra la prima e la Seconda guerra mondiale siano state uccise circa 100 milioni di persone.

La tecnologia militare è quella che vede maggiore innovazione, investimenti, ricerche. Ci serve davvero?

Faccio mia la frase di Eisenhower: “Ogni colpo che viene esploso, ogni nave da guerra che viene inviata, ogni razzo che viene sparato, significa, in ultima analisi, un furto a coloro che soffrono la fame e non sono nutriti, coloro che hanno freddo e non sono vestiti. Il mondo in armi non sta spendendo soltanto dei soldi. Sta spendendo il sudore dei suoi lavoratori, il genio dei suoi scienziati, le speranze dei suoi bambini”

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