L'impronta della "visita" della Polizia Municipale

Al nostro secondo appuntamento ci siamo interfacciati con una realtà ancora più difficile. La situazione si è evoluta male. La scia della polizia municipale era ancora ben visibile, qualche giorno prima hanno iniziato a demolire alcune baracche. Questo ha distrutto in primis il loro morale, la loro fiducia, la loro speranza, come se non bastasse la miseria nella quale già vivevano. Siamo tutti convinti che non si possa vivere in quelle condizioni e che la vita del campo così precaria non può che essere un danno alle piccole generazioni che crescono sognando un mondo diverso, un mondo spesso chiuso con un lucchetto. Un mondo che non li vuole far entrare.

Ci raccontano che hanno un ultimatum, entro fine mese tutte le case verranno distrutte, alcune sono in piedi da oltre 14 anni. Ma l'alternativa non c'è ancora. La polizia li ha invitati a tornare al loro paese di origine, ma come si può chiedere una cosa del genere ai bambini, bambine, alle ragazze e ragazzi nati, cresciuti e vanno a scuola a Torino?

Mi auguro che ci sia coraggio della politica nel vedere oltre il semplice sgombero. Lo sgombero è davvero la cosa più semplice ma è anche quella cosa che lascerà un sentimento indelebile nella mente di queste persone per i prossimi anni. Ci vuole coraggio per studiare un'alternativa. Noi qualche proposta propositiva ce l'abbiamo.


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