Agricoltori contro lo sfruttamento


Vi racconto con le immagini ciò che ho visto ieri mattina. Ieri sono stato a Cuneo a raccogliere le testimonianze dei lavoratori agricoli, sulla loro condizione abitativa e lavorativa nella nostra provincia.

In questi anni si è fatto una importantissimo lavoro, nel saluzzese, anche se con difficoltà, si è riusciti a realizzare un clima di accoglienza, lavoro e abitazione che non ha eguali in altre parti di Italia.

L'afflusso però cosi numeroso non garantisce l'occupazione per tutti e molti purtroppo, rimangono fuori dal circuito lavorativo e quindi abitativo.

 

Il corteo è stato guidato da Patrick Segal Konde e Aboubakar Soumahoro, leader del sindacato USB.

Qui di seguito riporto il comunicato che hanno divulgato davanti alla prefettura in attesa dell'incontro con il prefetto.

"Siamo i lavoratori del settore agricolo, dove si generano anche grazie alla nostra fatica miliardi di profitto visto che l'Italia è uno dei principali produttori in Europa, che lavorano ogni stagione di raccolta in questa provincia senza il pieno rispetto delle norme contrattuali e in condizioni abitative disagiate.Attualmente oltre 200 persone continuano ad essere costrette a dormire fuori senza un tetto sulla testa e senza acqua né bagni e elettricità al Foro Boario di Saluzzo in condizioni degradanti, anche se di giorno la nostra attività lavorativa interessa molti comuni della provincia di Cuneo quali: Revello, Lagnasco, Verzuolo, Costigliole, Manta, Busca, Castellar, Monasterolo, Villafalletto, Scarnafigi oltre che Saluzzo. Ricordiamo che la Regione Piemonte è titolare di una dotazione finanziaria comunitaria pari a oltre 1 miliardo di euro per il Piano di Sviluppo Rurale Piemonte 2014 – 2020 che dovrebbe servire anche all'inclusione sociale, riduzione delle povertà e sviluppo economico delle aree rurali e che noi riteniamo debbano essere erogate solo a chi realmente rispetta le norme contrattuali. Il profitto che genera la filiera agricola non trova riscontro nella condizione degli operai agricoli in termini di riconoscimento a pieno dei diritti sindacali e sociali, perché il settore continua a subire le imposizioni della Grande Distribuzione Organizzata (GDO).A fronte di questi evidenti problemi aggravate dalle imposizioni della Grande Distribuzione Organizzata (GDO), abbiamo deciso di manifestare oggi per rivendicare quanto ci spetta sia in termini di salario che di diritti sindacali e sociali.