Arena Terra Madre, Migranti, Indigeni e Giovani


Oggi abbiamo inaugurato l'Arena Terra Madre Salone del Gusto 2018 - Food For Change. Uno spazio condiviso (Indigeni, Migranti e Giovani) con un programma ricco di incontri e discussioni. La cerimonia di apertura è iniziata con una benedizione di benvenuto del popolo indigeno.

 

Terra Madre è un patrimonio umano incredibile, fatto di donne e uomini che si occupano per uno sviluppo sostenibile del nostro pianeta. Il cambiamento climatico sarà uno dei principali problemi di questo secolo e abbiamo voluto dedicare un importante spazio nelle discussioni. Come dice Carlo Petrini, presidente di Slow Food. «È giunta l’ora di cambiare il passo, di dare il via a una mobilitazione dal basso che diventi elemento attivo e sia recepita dalla politica e dalla società civile. Dobbiamo partire dalle scelte quotidiane, che se realizzate da una moltitudine di persone in ogni angolo del mondo, si trasformano nel vero cambiamento».

La parola chiave che esprime in modo semplice Terra Madre è network, rete, connessioni. I delegati sono circa 7000 da 150 Paesi che avranno la possibilità di conoscersi, interagire, presentarsi alle centinaia di migliaia di visitatori che verranno nei prossimi giorni.

La rete migranti di Slow Food si impegna da tempo nel condividere il cibo come strumento di interazione e inclusione socio-economica in Italia.


La delegazione migranti di Terra Madre 2018 è composta da 230 delegati residenti in Italia e provenienti da oltre 40 paesi diversi. L'obiettivo di quest'anno è creare uno spazio d'incontro per permettere loro d'incontrare i delegati dei propri territori d'origine, rafforzare la rete e intessere relazioni da cui far nascere progetti internazionali, come l'iniziativa DIAMASE.


Mai come in questo periodo storico è necessario sviluppare una sensibilità attenta e diffusa sul fenomeno migratorio. Il nesso tra cambiamento climatico, conflitti ambientali e migrazioni è infatti sempre più evidente. L’aumento medio delle temperature sta seriamente minacciando la sicurezza alimentare, l’accesso alle risorse e la sussistenza di milioni di persone in tutto il mondo, costrette a compiere lunghi viaggi inter ed extra continentali in cerca di migliori condizioni di vita.

L’equilibrio naturale che garantisce la resilienza degli ecosistemi ha iniziato a spezzarsi qualche secolo fa per mano dell’uomo. Attività legate alla deforestazione massiccia per dare spazio all'agricoltura e agli allevamenti intensivi, alla diffusione incontrollata dei centri urbani e all'industrializzazione massiccia delle aree rurali ha contribuito all'aumento della concentrazione di gas nell'atmosfera, al trattenimento del calore in prossimità della Terra e al conseguente scioglimento dei ghiacci. Si calcola che dal 1979 ad oggi siano andati perduti oltre 3 milioni di chilometri quadrati di superficie ghiacciata a causa del surriscaldamento globale, un fenomeno che assume caratteristiche sempre più accelerate. L’aumento delle temperature ha prodotto e produce tuttora scenari mondiali dove il mantenimento dell’agro-biodiversità e la sopravvivenza delle popolazioni indigene sono messi a dura prova.